- Categoria: Storie in Italia

Biennale di Venezia 2024
Stranierə ovunque
Carole Feuerman
:: Giappone ::
Yuko Mohri - "Compose"
:: Germania ::
Yael Bartana, Ersan Mondtag - "Thresholds"
: Corea ::
Koo Jeong A - "Odorama Cities"
:: Gran Bretagna ::
John Akomfrah - "Listening all Night to the Rain"
:: Francia ::
Julien Creuzet - "Attila cataracte ta source aux pieds des pitons verts finira dans la grande mer gouffre bleu nous nous noyâmes dans les larmes marées de la lune"
:: Stati Uniti d’America ::
Jeffrey Gibson - "The space in which to place me"
:: Israele ::
:: Polonia ::
Open Group (Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga) - "Repeat after Me II"
L'installazione performativa è composta da due video, girati rispettivamente nel 2022 e nel 2024, i cui protagonisti sono rifugiati ucraini che raccontano la guerra attraverso i suoni che hanno imparato a riconoscere: li imitano e invitano il pubblico a riprodurli, come una sorta di karaoke (qualche spettatore lo fa davvero, usando gli appositi microfoni). I suoni delle scariche di mitra, delle cannonate, delle sirene, delle esplosioni, vengono riprodotti dai protagonisti nei campi profughi o nelle città in cui si sono trasferiti, in Paesi nei quali oggi non ci sono conflitti in corso, ma nessuno è in grado di dire con certezza che non saranno mai toccati dalla guerra.
:: Romania ::
Șerban Savu e Atelier Brenda (Nana Esi, Sophie Keij) - "What Work Is"
:: Egitto ::
Wael Shawky - "Drama 1882"
Il musical prende come punto di partenza l’anno 1882 e la memorabile rivolta di ʿUrābī avvenuta in Egitto contro il dominio imperiale: la messa in scena narra la drammatica sequenza di eventi che iniziò con una rissa in un caffè, esplose in una serie di disordini e culminò nel massiccio bombardamento di Alessandria a opera dei britannici e con la storica battaglia di Tell al-Kebir.
:: Serbia ::
Aleksandar Denić - "Exposition coloniale"
:: Austria ::
Anna Jermolaewa
I dischi vietati, nell'Unione Sovietica, giravano in forma di radiografie!
:: Austria ::
Anna Jermolaewa -"The penultimate"
Ogni pianta rappresenta il colore di una rivoluzione: i garofani in Portogallo, le rose Georgia, i tulipani in Kirghizistan, i cedri in Libano, i gelsomini in Tunisia, il loto in Egitto, l'arancia in Ucraina, lo zafferano in Myanmar, il fiordaliso in Bielorussia.
Padiglione centrale
Padiglione centrale
Gabrielle Goliath - "Personal Accounts"
Persone nere o non-binarie, indigeni, queer ecc. raccontano la loro storia di opppressione e disuguaglianza, ma dai video è stato tolto l'audio.
Padiglione centrale
Nil Yalter - "Exile is a Hard Job"
:: Svizzera ::
Guerreiro do Divino Amor - "Super Superior Civilizations"
Venezia Castello
:: Azerbaijan ::
Irina Eldarova - "Girls prefer oilmen"
L'amore immaginario tra due eroi mitizzati dai mass media tra gli anni Sessanta e Settanta: un lavoratore nei giacimenti petroliferi del mar Caspio e Marilyn Monroe
Vusala Agharaziyeva - "From Caspian to Pink Planet: I am here"
Rashad Alakbarov - "I am here"
Nucleo contemporaneo - Arsenale
River Claure (Bolivia) - "Mita"
Nucleo contemporaneo - Arsenale
Kiluanji Kia Henda (Angola) - "The geometric ballad of fear"
Nucleo contemporaneo - Arsenale
Omar Mismar (Libano) -"Ahmad and Akram protecting Hercules"
Omar Mismar (Libano) - "Two unidentified lovers in a mirror"
Ivan Argote (Colombia) - "Paseo"
Cosa succederebbe se la statua di Cristoforo Colombo venisse rimossa da Plaza de Colon a Madrid?
Güneş Terkol (Turchia)
Bárbara Sánchez-Kane (Messico) - "Prêt-À-Patria"
:: Ucraina ::
Andrii Dostliev e Lia Dostlieva - "Comfort Work"
Dieci attori provenienti dall'UE e dal Regno Unito sono stati assunti dagli artisti per rappresentare i "tipici" rifugiati ucraini, preferiti da varie comunità in tutta Europa. Inoltre, i veri rifugiati ucraini che avevano contribuito alla ricerca sugli stereotipi su di loro, sono stati invitati a coordinare e aiutare a migliorare le performance degli attori. I video sono stati creati appositamente pensando a uno spettatore europeo che potrebbe trovare conforto nel vedere una selezione di quelli che sono stati definiti rifugiati a proprio agio.
:: Turchia ::
Gülsün Karamustafa - "Vuoto e rotto: uno stato del mondo"
L’artista osserva i disastri che si sono verificati sulla superficie terrestre: dalle guerre alle crisi naturali e causate dall’uomo, dalla devastazione e dal dolore – che diventano entrambi ogni giorno più ordinari – ai valori alterati, e da lì al nucleo vuoto e inabissato del mondo, che lo avvolge e lo affonda.
:: Albania ::
Iva Lulashi - "Love as a glass of water"
:: Uzbekistan ::
Aziza Kadyri - "Don’t miss the cue"
Venezia Arsenale
Lauren Halsey - "Keepers of the crown"